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CATTEDRALE DI SAN BARTOLOMEO

Risalente all'epoca normanna (1094), la chiesa, intitolata a San Bartolomeo, elevata a Cattedrale nel 1131, originariamente ad una navata, più volte restaurata in seguito a terremoti e per volontà dei vescovi, ha assunto l'attuale forma a croce latina, con navata centrale, transetto e abside, dopo il cataclisma del 1693.

Tutti i documenti che testimoniano i fatti risalenti all'epoca normanna sono custoditi nell'Arca Magna, un archivio capitolare affidato alla custodia dei canonici. All'esterno si osservano i due portali, l'entrata centrale in stile arabo normanno, con figure amorfe e l'entrata laterale in stile barocco del 1742, recante lo stemma della casa borbonica regnante.

All'interno si possono ammirare, partendo dal primo altare di sinistra, un quadro di Madonna con Bambino del 1513, attribuito ad Antonello De Saliba, della scuola rinascimentale di Antonello da Messina, (linguaggio figurativo rivoluzionario, basato sull'applicazione, in pittura, dei principi matematici della prospettiva), mentre sul primo altare di destra una tela ad olio raffigurante l'Adorazione dei pastori del 1725, attribuita al pittore fiammingo Guglielmo Borremans. Sul secondo altare di sinistra è situata una tela del 1848 del pittore pattese Francesco Nachera raffigurante San Bartolomeo che offre il coltello del proprio martirio alla Madonna. Le tre cornici che adornano le tele sono di epoca barocca. Sul secondo altare di destra è collocata un pregevole Crocifisso ligneo del 1500, inserito in un ricchissimo reliquiario del secolo XVIII. Proseguendo la visita si può ammirare un'organo del 1758, attribuito ad Annibale Lo Bianco, recentemente restaurato e regolarmente funzionante. Si possono ancora ammirare tre quadri di anonimo della scuola del Caravaggio e tre quadri attribuito al pittore palermitano Pietro Novelli.
Arrivando al transetto si possono vedere le due cappelle laterali, dedicate al SS. Sacramento e a Santa Febronia, patrona di Patti, entrambe con ricche decorazioni marmoree. All'interno della cappella di Santa Febronia si trova la tomba della regina Adelasia, madre del Gran Conte Ruggero, primo Re di Sicilia, morta a Patti nel 1118, ma la tomba è stata costruita nel 1557 in stile rinascimentale. Nell'abside si possono ammirare una statua in marmo della Vergine col Bambino del 1500, opera del carrarese Antonio Vanella e il coro ligneo, in stile barocco del secolo XVIII, dove prendono posto i canonici e i beneficiari.Da ammirare l'ambone in marmo, recentemente costruito per volontà dell'attuale vescovo Ignazio Zambito. Da osservare ancora il lampadario centrale, dono dei borboni e recentemente restaurato.
Di particolare pregio è il campanile del 1578, avente un'altezza di 30 metri e sulla quale prendono posto sei campane.
Dal giugno 2002 il nuovo arciprete della Cattedrale è Padre Enzo Smriglio, originario di Mistretta. Nominato dal vescovo Ignazio Zambito, succede a Padre Vito Porrazzo.


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