TINDARI
Una delle ultime colonie greche, fondata nel 396 a.C. da Dionigi I, tiranno di Siracusa, come fortezza ed avamposto militare, fu dedicata ai Dioscuri, Castore e Polluce, figli di Leda e di Tindaro; da quest'ultimo personaggio la città prenderebbe il nome.
Occupata dai Cartaginesi, guidati da Annibale, nel 264 a.C., conquistata dai romani dieci anni dopo, deve la fine della sua epoca ad una frana prima, poi ad un terremoto intorno al 365 d.C., ed infine alla devastazione degli Arabi nell'836 d.C. Sotto il dominio dei Normanni Tindari decade definitivamente. Nel 1094, infatti, Ruggero d'Altavilla istituisce a Patti il monastero benedettino del SS. Salvatore, punto di partenza per l'istituzione del vescovado (1122), ignorando Tindari perché legata alla tradizione bizantina. Nel 1544 Ariadeno Barbarossa distrugge il Santuario di Tindari, risparmiando però l'Immagine della Madonna Bruna. Nel 1719 i tindaritani resistono ed uccidono più di cento ussari appartenenti alle truppe tedesche del generale Mercy.
La bellezza di Tindari sopravvive ancora oggi nei suoi resti. Il teatro greco-romano costruito con blocchi di pietra arenaria dai greci nel V secolo a.C., modificato dai romani per adattarlo ai giochi circensi: l'Agorà (I sec. a.C.) percorsa da tre grandi arterie parallele (decumani), intersecate perpendicolarmente da diverse strade più strette (cardines); l'agorà porticato, oltre la quale, nella zona più elevata (oggi occupata dal nuovo Santuario) era situata l'acropoli sacrale della città; i resti di due abitazioni (I secolo a.C.) del tipo a peristilio con tablinium; le terme composte di un cortile, un frigidarium con vasca da bagno, due tepidari, un calidarium; il propileo monumentale che è un edificio costituito da quattro archi (ma di un quinto mancante si intuisce la presenza), costruito dai romani con grosse pietre arenarie e destinato a Basilica per le pubbliche riunioni, o a Ginnasio per lo svolgimento di esercizi atletici; i resti delle mura ciclopiche, fatte costruire da Dionigi; una torre (XVI - XVII sec.), situata nei pressi del teatro. All'interno dell'Antiquarium, situato all'ingresso degli scavi, sono esposti statue marmoree di personaggi togati, una testa dell'imperatore Augusto, un capitello corinzio, ceramiche dell'età del bronzo, lucerne romane di età repubblicano-imperiale, attrezzi da lavoro e tanti altri reperti storici ritrovati in loco.

Gli scavi archeologici sono aperti al pubblico secondo il seguente calendario:
Mese di Gennaio dalle ore 9,00 alle ore 16,00
Mese di Febbraio (dal 1 al 15) dalle ore 9,00 alle ore 16,00
Mese di Febbraio (dal 16 al 28) dalle ore 9,00 alle ore 16,30
Mese di Marzo (dal 1 al 15) dalle ore 9,00 alle ore 17,00
Mese di Marzo (dal 16 al 31) dalle ore 9,00 alle ore 17,30
Mese di Aprile dalle ore 9,00 alle ore 18,30
Mese di Maggio dalle ore 9,00 alle ore 19,00
Mese di Giugno dalle ore 9,00 alle ore 19,00
Mese di Luglio dalle ore 9,00 alle ore 19,00
Mese di Agosto dalle ore 9,00 alle ore 19,00
Mese di Settembre (dal 1 al 15) dalle ore 9,00 alle ore 18,30
Mese di Settembre (dal 16 al 30) dalle ore 9,00 alle ore 18,00
Mese di Ottobre (dal 1 al 15) dalle ore 9,00 alle ore 17,30
Mese di Ottobre (dal 16 al 31) dalle ore 9,00 alle ore 17,00
Mese di Novembre dalle ore 9,00 alle ore 16,00
Mese di Dicembre dalle ore 9,00 alle ore 16,00

Per entrare agli scavi: Biglietto unico € 2,00. Biglietto cumulativo (Villa Romana di Patti + Area Archeologica Tindari), da 25 a 65 anni, € 3,00, con validità di due giorni. Biglietto ridotto € 1,00 unico, € 1,50 cumulativo (per i cittadini dell’Unione europea di età compresa tra i 18 e i 25 anni e i docenti a tempo indeterminato delle scuole statali e non). L'ingresso è gratuito nei seguenti casi:
a) per i cittadini italiani e degli altri Stati dell'Unione Europea che non abbiano compiuto il 18° o che abbiano superato il 65° anno di età;
b) per gruppi e comitive di studenti di scuole italiane, statali e non statali, e degli altri Stati dell'Unione Europea, accompagnati dai loro insegnanti e previa prenotazione;
c) ai docenti e agli studenti della facoltà di architettura, di conservazione dei beni culturali, di scienze della formazione e dei corsi di laurea in lettere o materie letterarie con indirizzo archeologico o storico-artistico della facoltà di lettere e filosofia. Il biglietto gratuito sarà rilasciato agli studenti mediante esibizione del certificato di iscrizione per l'anno accademico in corso;
d) ai docenti ed agli studenti delle accademie di belle arti. Il biglietto gratuito sarà rilasciato agli studenti mediante esibizione del certificato di iscrizione per l'anno accademico in corso;
e) per le guide turistiche nell'esercizio della propria attività professionale mediante esibizione di valida licenza, rilascita dalla competente autorità;
f) agli interpreti turistici quando occorra la loro opera a fianco della guida turistica, mediante esibizione di valida licenza, rilascita dalla competente autorità;
g) al personale dell'Amministrazione Regionale e Statale dei beni culturali ed ambientali.
Le disposizioni sull'ingresso gratuito e sulle riduzioni sopra riportate, si applicano, a condizioni di reciprocità, anche ai cittadini di Stati non facenti parte dell'Unione Europea.